ARTISTA
PIGNATELLI LUCA
BIOGRAFIA
Luca Pignatelli è un artista milanese nato nel 1962, figlio d’arte – suo padre è il noto pittore e scultore Ercole Pignatelli – e fin da giovane respira un’atmosfera densa di immagini, colori e memoria visiva. Vive e lavora a Milano, in una casa-studio progettata da lui stesso, ricavata da un edificio industriale: un luogo che rispecchia perfettamente la sua poetica fatta di stratificazioni, archeologia urbana e memoria del tempo. La sua formazione comincia nel mondo dell’architettura, presso il Politecnico di Milano, ma presto l’arte diventa la sua via principale. Debutta nel panorama artistico italiano nel 1987, e da allora il suo lavoro si è sviluppato come un lungo e coerente viaggio attraverso immagini antiche e contemporanee, recuperate e rielaborate con un linguaggio tutto suo. Pignatelli è noto per il modo in cui combina elementi classici – come volti di statue greche e romane, figure mitologiche o simboli archetipici – con icone della modernità industriale, come treni, aerei, navi e architetture urbane. Le sue opere si muovono tra il figurativo e l’astratto, tra la storia e l’interpretazione, creando una sorta di “teatro della memoria” visiva. Ciò che rende unico il suo lavoro è anche la scelta dei materiali: non tele bianche da studio, ma supporti usurati, già segnati dal tempo e dalla vita – teloni ferroviari, tappeti, lamiere, legni, vecchie carte. La superficie stessa dell’opera diventa un palinsesto, una pelle che racconta storie, portando con sé ferite, cuciture, bruciature e segni di trasformazione. Negli anni ha esposto in importanti musei e gallerie in Italia e all’estero: dalla Biennale di Venezia al Musée d’Art Moderne et Contemporain di Nizza, fino al Museo di Capodimonte a Napoli e alla Glyptothek di Monaco. Ogni mostra è per lui l’occasione di dialogare con lo spazio, con la storia e con il pubblico, costruendo ambienti carichi di suggestione, dove il passato e il presente si fondono in modo sottile e potente. Luca Pignatelli è, in sintesi, un artista della memoria e del tempo. Le sue opere ci parlano di ciò che resta e di ciò che si trasforma, invitandoci a guardare la storia – non come qualcosa di distante – ma come una materia viva, che ci attraversa ogni giorno.
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